Di storie scritte sui muri

Ieri c’è stato l’ultimo appuntamento con Favole intorno al camino, un evento organizzato dalla mia compagnia (Teatrando) al castello del Brich di Zumaglia.

Io ero una delle lettrici. Ed ero emozionata, perché era tanto che non leggevo ai bambini delle favole. Succedeva tanti e tanti anni fa, quando era la giovane tata di Pietro e Alice.

Mi è sempre piaciuto tantissimo leggere a voce alta e soprattutto storie che avessero tanti personaggi per poter fare le vocine diverse, dando loro un tono e caratteristiche speciali.

E così ho raccontato di Can Cagnone, Gigio il gatto grigio e Piero il gatto nero, del Mannaro che gira con forchetta e coltello, del dottor Satutto, della nascita dei giorni e tante altre storie.

Dovendo scegliere delle favole da raccontare ai bambini, ho subito chiesto aiuto. Io i miei libri delle favole e delle storie li ho regalati tutti, tanto tempo fa.

L’atmosfera era meravigliosa: il grande camino acceso, il tappetone davanti, l’abat-jour, i libri, i bambini zitti e attenti ad ascoltare, e noi a raccontare ai tanti bambini arrivati storie di ieri e storie di oggi.

Ecco allora che ripenso alle mie storie di quando ero bambina, di quanto mi hanno dato e quanto mi hanno fatto pensare e disegnare. Già, perché io le storie le disegnavo sui muri e poi le coprivo con il bianchetto (o con il gesso) o ci mettevo qualcosa davanti, ché mia mamma non doveva scoprirmi.

Mi piace pensare che ieri i bambini siano tornati a casa e abbiano disegnato anche loro la loro storia preferita (o ne abbiano inventato una nuova), magari sul muro della cameretta. E mi piace pensare che  una volta cresciuti, racconteranno la loro storia su un muro diverso. E racconteranno a loro volta storie e favole.

Raccontare è prendersi cura degli altri, dei ricordi, delle esperienze e di tutto ciò che ci ha fatto crescere.

Cito liberamente il buon William:

Siamo fatti della stessa sostanza delle nostre storie.

Non me ne vogliano le mamme:  il muro poi si imbianca. La fantasia invece ha bisogno di muri dove per aprire una porta basta disegnarla.

Ultimi consigli: leggete a voce alta, fate vivere le vostre storie, leggete agli altri, prima di tutti ai vostri bambini, inventate nuove storie e, sorattutto, abbiatene cura.

Un po’ prestate e un po’ trovate online, ho scelto favole divertenti, paurose, semplici e i bambini presenti hanno apprezzato tantissimo!

Grazie a Graziella e a filastrocche.it

Tatiana Cazzaro
copywriter relazionale e communication strategist
Da bambina scrivevo sui muri. Oggi scrivo dappertutto. Mi occupo di scrittura, strategie di comunicazione e formazione. Aiuto le persone e le imprese (che sono fatte di persone) a scoprire un modo nuovo di comunicare e raccontarsi, che parte da chi vogliono diventare.
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